Filosofia e storia


Quando l'Eremita disse

Streetlib, 2018 (ebook). Costo: 0,99€

Disponibile qui e in quasi tutte le librerie on-line (ibs, Mondadori, laFeltrinelli, bookrepublic...).

Si tratta di una raccolta di racconti incatenati da una cornice; alcuni di questi racconti li ho scritti attorno ai vent'anni, e uno di essi è forse il primo o secondo testo che abbia completato con discreto successo - quindi perdonerete, se vorrete provare a leggerlo (lo so, mettere le mani avanti non è un buon segno...).

Sinossi

Un ragazzo disperato, che ha visto crollare il proprio mondo attorno a sé, come ultima speranza va in visita a un eremita un po’ strano (per essere un eremita, s’intende), un eremita di città. Egli dice al ragazzo: “Hai sette domande. Risponderò con sette storie. E questo sarà tutto. Quando uscirai da qui, lo so, non sarai per niente soddisfatto. Forse, in futuro, ripensando a tutto questo, lo sarai. Non lo so. Non sono un veggente. Non vedo nel futuro. Vedo solo nel presente, che è già qualcosa”.

Prima di tutto però il ragazzo deve esporre il suo problema. Lo fa, a sua volta, con un racconto (Potrai?), una sorta di monologo mentale nel quale narra del suo amore e del suo lutto.

L’Eremita risponde col secondo racconto della raccolta (Idolo, grida) – al contrario del primo, un susseguirsi di frasi laconiche e asciutte –, racconto che ha come tema l’impossibilità di comprendere appieno l’altro e il dolore che l’altro sperimenta dentro di sé. Purtroppo – questa è una verità con cui il ragazzo dovrà fare i conti – i racconti non rispondono mai direttamente, vanno interpretati, e ognuno di essi propone più di una risposta e alimenta le fiamme di altre domande.

Si susseguiranno così, alternandosi, i dialoghi tra il ragazzo e lo strano Eremita, al termine dei quali quest’ultimo proporrà una nuova storia, provando (con narrazioni dallo stile sempre un po’ diverso) a destreggiarsi tra temi come la memoria, il tempo, l’identità personale, il rapporto con il Sé e con gli altri, l’illusione della libertà, l’enigma del possesso, lo straordinario potere delle parole, il fato, in una girandola di questioni che, forse, non fanno altro che rinvigorire una sconfortante consapevolezza, quella dell’assurdo.

Eppure nel ragazzo comincia a scattare qualcosa che neppure lui sembra comprendere appieno: l’idea, in sostanza, è che il racconto sia in sé taumaturgico, che non conti tanto il significato, quanto quell’alone che avvolge narratore e ascoltatore, estraniandoli entrambi dal mondo, dal tempo, dal Sé, in una condivisione che forse rimane l’unico senso della vita e della parola.

Un assaggio delle prime pagine
Per leggere il racconto "Idolo, grida"
© 2012-2015 - Sviluppo a cura di Simone Dell'Omodarme